PDCI: DILIBERTO, GRAVE SEQUESTRO NOSTRO SITO IN CALABRIA

"E' gravissimo e inaccettabile il provvedimento di sequestro preventivo del sito del gruppo regionale del Partito dei Comunisti italiani della Calabria assunto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria ed eseguito dal Compartimento Polizia postale e comunicazioni". Lo dice il segretario Pdci, Oliviero Diliberto, che aggiunge: "Ed e' ancora piu' grave che un provvedimento di questa natura avvenga in Calabria per bloccare la pubblicazione della relazione conclusiva della Commissione di accesso relativa agli accertamenti effettuati presso l'Asl 9 di Locri (RC) che costituisce un documento di straordinario valore. Per tali ragioni prendero' immediati contatti con il ministro delle Comunicazioni Gentiloni e con il ministro della Giustizia Mastella per capire quali provvedimenti intendono assumere, ciascuno per la propria competenza, a tutela della liberta' di informazione e per valutare la legittimita' dell'operato della Procura di Reggio Calabria che ha avviato un'attivita' che risulta assai discutibile".

Comunicato stampa
“Dopo il quotidiano Calabria Ora ed i siti internet indipendenti, adesso tentano di mettere il bavaglio al sito del Gruppo Regionale del Partito dei Comunisti Italiani della Calabria”. Si è così espresso il Segretario Regionale del PdCI On. Michelangelo Tripodi, appresa la notizia che sul sito internet dei Comunisti Italiani calabresi è stata oscurata, con un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria ed eseguito poi dalla Polizia Postale, la Relazione Conclusiva della Commissione di Accesso relativa agli accertamenti effettuati presso l’ASL 9 di Locri (RC). La relazione era stata pubblicata sul sito internet del Gruppo Regionale dei Comunisti Italiani per esprimere solidarietà al quotidiano Calabria Ora, che era stato oggetto in passato di una perquisizione da parte delle forze di Polizia di tutte le redazioni provinciali e locali e che portò poi al sequestro della relazione sull’Asl di Locri da parte della magistratura, e per ribadire il sacrosanto diritto ad un’informazione libera, senza censure e condizionamenti di sorta. “Si tratta di un fatto di una gravità inaudita, ha continuato Michelangelo Tripodi, sul quale nelle sedi opportune, a partire dal Parlamento della Repubblica, faremo sentire alta la nostra indignazione e la nostra voce di protesta”. Il PdCI calabrese, nel denunciare questo comportamento lesivo della democrazia e dello stato di diritto, darà mandato ai propri legali per chiedere l’immediato dissequestro del sito e per ripristinare il diritto all’informazione. “In una regione come la nostra, ha concluso il Segretario Regionale del PdCI Tripodi, dove spesso l’informazione è al servizio dei potenti e dei potentati, si cerca, con queste iniziative, alquanto opinabili, di far tacere le voci libere ed indipendenti, invece di dare modo a tutti i cittadini di venire a conoscenza di importanti questioni che dovrebbero essere di dominio pubblico”.
Reggio Calabria, 13.11.2006 Ufficio Stampa PdCI